Dalla scrivania di un cronista che non ha mai smesso di scrutare l'orizzonte della Terra di Mezzo, arriva una notizia che profuma di erba pipa e di antichi misteri boschivi. Stephen Colbert, il celebre conduttore americano del Late Show e noto “professore onorario” di tutto ciò che riguarda Tolkien, ha finalmente svelato il prossimo, colossale progetto di Peter Jackson: Il Signore degli Anelli: L’ombra del passato. Ma non lasciatevi ingannare dal titolo familiare. Questo film, scritto da Colbert insieme al figlio Peter
McGee e alla veterana Philippa Boyens, promette di portarci dove nessun adattamento di Jackson ha mai osato avventurarsi prima.
Colbert è celebre per aver “messo alla prova” Jackson e i suoi sceneggiatori sulla loro conoscenza di Tolkien, vincendo spesso quiz di approfondimento sulla lore, inclusa una sfida contro la co-sceneggiatrice Boyens. Colbert ha realizzato un cameo nel film Lo Hobbit - La desolazione di Smaug (2013), interpretando una spia di Pontelagolungo (Laketown).
Un ritorno alle origini
La sinossi ufficiale ci catapulta quattordici anni dopo la partenza di Frodo per le Terre Immortali. Mentre Sam, Merry e Pipino decidono di ripercorrere le prime, dimenticate tappe della loro avventura, la giovane
Elanor, figlia di Sam, si imbatte in un segreto che potrebbe riscrivere la storia della Guerra dell’Anello. L’intuizione di Colbert è brillante: utilizzare la cornice di un sequel per portare sullo schermo quei sei capitoli iniziali de La Compagnia dell'Anello che nel 2001 Peter Jackson dovette sacrificare nella trilogia originale per ragioni di ritmo cinematografico. Parliamo della Vecchia Foresta, degli Spettri dei Tumuli e, soprattutto, dell’enigma più gioioso e inafferrabile di Arda: Tom Bombadil.
Sulle tracce di Tom Bombadil
L’annuncio del film arriva in concomitanza con la pubblicazione di un nuovo studio fondamentale, "Sulle tracce di Tom Bombadil", che sembra quasi fornire il manuale d’istruzioni per questa operazione. Il film di
Colbert, infatti, dovrà confrontarsi con il personaggio più enigmatico di J.R.R. Tolkien: quel “Messere Tom” che non è né un elfo, né un uomo, né un dio, ma una forza della natura che abita il mondo in modo puramente contemplativo. Il saggio analizza con eleganza ciò che Colbert dovrà tradurre in immagini: l’assoluta immunità di Bombadil all’Anello. In un’epoca in cui il cinema cerca spesso di spiegare ogni cosa, il libro ci ricorda che Tom è un “enigma intenzionale”, un personaggio che non vuole dominare e che, proprio per questo, non può essere dominato. Se la trama di Colbert esplorerà perché la guerra rischiò di essere persa all’inizio, è probabile che la chiave risieda proprio nel potere (o nel non-potere) di questo guardiano della foresta.

Il “Libro Rosso” e le lingue di Arda
Le ambizioni di Colbert sembrano andare oltre la semplice pellicola. Si parla già di un suo coinvolgimento nella “ri-traduzione” del Libro Rosso dei Confini Occidentali, il manoscritto immaginario di Bilbo e Frodo che costituisce la fonte del Signore degli Anelli. L'obiettivo sarebbe quello di ricreare le versioni in Quenya (l'Alto Elfico) e in Sindarin (la lingua elfica comune), un’operazione che rispecchia la stessa attenzione filologica che emerge nel volume dedicato a Bombadil, dove si analizza la "fonoestetica" e la struttura poetica delle ballate di Tom. Il progetto punta a curare idealmente i tre volumi di traduzioni che, nella lore di Tolkien, Bilbo Baggins scrisse a Gran Burrone basandosi su fonti primarie elfiche.
Colbert ha dimostrato in diverse occasioni di saper parlare e leggere sia il Sindarin sia il Quenya. Ha recitato frasi in queste lingue durante i suoi programmi e in interviste, arrivando persino a correggere esperti di lore sul set. Colbert è un noto collezionista di oggetti di scena (prop) legati alla saga. Recentemente ha mostrato pubblicamente una fedele replica del Libro Rosso realizzata da Magnoli Props, un pezzo unico in pelle rossa con iscrizioni elfiche e illustrazioni fatte a mano che ripercorrono le avventure di Bilbo e Frodo.
Tra entusiasmo e timore
Nonostante l’entusiasmo, non mancano le preoccupazioni. C'è chi teme che trasformare queste sezioni in flashback possa risultare forzato, o che l'uso della tecnologia per invecchiare (o ringiovanire) gli attori originali possa rompere l'incantesimo. Altri temono l’effetto “fan-fiction”. Eppure, la combinazione tra la visione di Peter Jackson, la presenza di veterani come Fran Walsh e la conoscenza enciclopedica di Colbert lascia presagire un’opera che saprà bilanciare l'intrattenimento con il rispetto per il “canone”.

Il progetto è parte integrante della nuova ondata di film della Terra di Mezzo prodotti da Warner Bros. e New Line Cinema, posizionandosi cronologicamente dopo The Hunt for Gollum di Andy Serkis, che uscirà al cinema il 17 dicembre 2027. In attesa di quella data, non resta che immergerci nelle pagine del nuovo volume Eterea per riscoprire quel “ritmo farabutto” della vita che Tom Bombadil canta da eoni. Perché, come insegna il Maestro della Vecchia Foresta, a volte il segreto della vittoria non risiede nella forza delle armi, ma nella capacità di meravigliarsi davanti a una piuma blu.

