Il viaggio della Compagnia dell'Anello dall’Abruzzo al Vesuvio – Diario di viaggio

PUNTATA 8: la fine di tutto (parte 1)

La Compagnia Nicolas Gentile

Ho impiegato un po’ di tempo per scrivere il diario dell’ultimo giorno. Un po’ perché ero stanco e devastato (l’ultima notte sul letto confesso che non ho idea se mi sono addormentato o sono svenuto), un po’ per altri impegni (non solo lavorativi ma anche medici: ho fatto il vaccino circa 36 ore dopo aver varcato di nuovo la porta di casa mia… decorso poi fastidioso ma largamente accettabile, ringraziando il cielo).
C’è però anche un’altra motivazione: io credo che l’ultima parte del diario dovrebbe essere scritta a mente fredda.
Le avventure vanno vissute con il cuore e le ali del futuro re dei pirati (cit.) ma per raccontarle ci vuole anche un po di «Ok ma cosa è stato tutto questo?».
Andiamo con ordine.
L’ultimo giorno era iniziato con gli scavi di Pompei: una rogna burocratica pazzesca per entrare che andava ben oltre i biglietti da fare online e il green pass. Fortunatamente (ringraziando la sovrintendenza agli scavi ed il corpo della polizia di stato) siamo riusciti a passare (in effetti sarebbe stato davvero assurdo che venisse detto a Gandalf “Tu non puoi passare").
Ci sarebbe molto da dire su quel capolavoro che è Pompei ma sarebbe ancora meglio vederla più che descriverla e sopratutto vederla con una guida accanto che possa raccontare ciò che vi è dietro quel sito.
Abbiamo scoperto cosa significa “Iniziare con il piede giusto", abbiamo scoperto dove nasce il peperoncino portafortuna (è una storia vietata ai minori, in ogni caso cercate su internet chi era il dio Priapo e dovreste capire) e abbiamo anche scoperto che le leggi sulla legittima difesa creano problemi alla legge italiana da più di duemila anni.
E poi c’era lui, l’unico luogo al mondo dove ormai non volevano più andare eppur l’unico che cercavamo di raggiungere: il Vesuvio.

Dopo aver pranzato con il cibo più adatto ad una scalata di mille metri (gnocchi alla sorrentina) e bevuto la birra più giusta per darmi la carica (Du Demon, oltre 12 gradi) ero pronto per l’impresa.
Non è stato tanto il momento larp inaspettato/l’attacco degli orchi a metà strada (dannati raminghi dell’Ithilien e le vostre sorprese: me la pagherete a Vilegis!) quanto il monte stesso a darmi problemi. Appena iniziata la scalata ho sentito chiaramente la mia tachicardia iniziare a fare i riscaldamenti tipo riserva della nazionale che sta per entrare in campo ai supplementari sapendo che deve dare il massimo.
Il panorama era mozzafiato: davvero sembrava di essere sulle spalle di un gigante dei miti TUTTAVIA il mio battito cardiaco oscillante tra i 130 e i quasi 180 battiti al minuto mi ha convinto a fare una sorta di testamento spirituale preventivo che pubblicherò in seguito.
Comunque sono sopravvissuto.
Comunque, dopo meno pause di quante avessi preventivato, siamo arrivati in cima (il fatto che per i tratti finali non sentissi nessuno dei miei muscoli, cuore compreso, forse non era un buon segno ma piacendo al cielo è andato tutto bene).
Dai ragazzi, non potevo arrendermi: non avrei retto alla valanga di “Ma stai zitto" con i quali Jiro mi avrebbe seppellito.
E poi la cima.
E poi la diretta.
Gandal Simone EdelmanE quell’anello che viene lanciato nella bocca del vulcano, dalla quale usciva davvero del fumo proveniente dal cuore della Terra.
E poi soltanto «L’abbiamo fatto». Qualcuno di noi ha pianto ma non saprete mai chi (Nicolas potrebbe donare questa informazione a caro prezzo a chi sarà generoso nel crowdfunding).
E poi rotta verso il The Sign di Pomigliano d’Arco dove abbiamo scoperto che un buffo effetto di wormhole spazio-temporale ci aveva teletrasportato in un mondo nel quale eravamo i Backstreet Boys.
Sono serio.
I fan ci hanno cercati e trovati nella via dove avevamo parcheggiato vicino al pub: ne è seguita un’ora di chiacchiere e selfie dove io mi sono ritrovato a parlare della Cabala per motivi che non menzionerò.
Presto l’ultima parte del diario!

Simone Edelman

PUNTATA 7: dal Molise al Vesuvio!

La Compagnia Nicolas Gentile

So che chiedo molte volte scusa ma dovete capire che i ritmi di questo viaggio sono pazzeschi: ieri notte mi sono quasi commosso quando ho rivisto una connessione Wifi e, spinto all'ambientazione partenopea, mi sono visto “Natale in casa Cupiello" dal sito Rai.
Avevate lasciato i vostri eroi sul campo da calcio di Rionero Sannitico: molte cose da allora sono successe.
La ricerca delle sorgenti del fiume Volturno ci ha preso quasi un'intera giornata, ovviamente spesa tra luoghi verdi e bellissimi. Qualcuno lassù ci ama e ci ha permesso di avere ore preziose di fresco o comunque caldo sopportabile, una pacchia che sarebbe durata troppo poco. Abbiamo anche visitato un santuario mariano la cui architettura ricordava Gondolin: pazzesco notare come, a volte, il sogno sia una cosa collettiva. Non è hanno mai fatto un film o una serie tv su Gondolin eppure quel santuario era per tutti noi Gondolin.

La meravigliosa ospitalità di un altro fan ci ha permesso di avere aiuto per passare la serata mentre superavamo le montagne per entrare in Campania.
E scendere dai monti ha significato ritrovare il caldo che una parte di me sperava fosse un bieco ricordo di agosto.
Spoiler: non lo era.
VesuvioLa Campania è stata la protagonista assoluta del penultimo e dell'attuale giorno di viaggio. Tra mandrie di mucche che ci bloccano il passo, tori che ci imbruttiscono, Legolas che imbruttisce ai tori e ricerche di farmacie per fare test rapidi e conseguenti green pass. La Compagnia è formata da eroi che rispettano la legge: siamo ciò che le madri sperano che le figlie portino a casa (questa frase non è dedicata alla madre di Jiro, no no).
L'ennesima persona meravigliosa ci ha raggiunto la sera di ieri e ci ha voluto aprire il suo cuore e raccontare quanto significa per lui ciò che facciamo.
È stato toccante. Ci hanno poi detto che oggi al Vesuvio parecchie persone ci stanno già aspettando.
Lo ammetto: ci sentiamo un po i Backstreet Boys.
Adesso salgo sul palco per il concerto dall'ultimo giorno.
A presto per il bis finale.

Simone Edelman

PUNTATA 6: ecco alcune delle nostre follie!

viaggio Monte Fato NIcolas Gentile

Immaginate una ferrovia che passa nei luoghi più verdi dell'Abruzzo, immaginate una stazione di questa ferrovia che sembra Narnia, immaginate tutto questo e pensate che il terzo giorno di viaggio è iniziato da là.

Mi scuso del ritardo ma capirete poi dove è finito il terzo giorno di viaggio. Un luogo che non conosce le parole campo telefonico o internet (e che odia le batterie dei telefonini). In effetti devo ringraziare la pazienza di Jiro.
La caduta di Merry nel ruscello è stata epica, i paesaggi intorno a noi erano così belli da farmi dubitare che fossero veri, le salite sui monti mi hanno convinto fermamente di un curioso fenomeno fisico per il quale in Abruzzo non esistano le discese.
Ma esiste la gente che ci riconosce.
E la gente che ci ferma per strada.
E la gente che ci offre la colazione.
E le mantidi religiose che usano il mio cappello come taxi.
Anche se le macchine coi bagagli iniziavano paurosamente ad assomigliare a quelle di Mad Max Fury Road. In tutto questo sono riuscito a perdere gli occhiali da vista.
viaggio Monte Fato NIcolas GentilePoi siamo arrivati in una faggeta così antica che numerosi suoi scorci sembravano Fangorn. La luce che passava dalle foglie ed illuminava di dorato e verde il bosco era qualcosa di magico, insieme ai suoni ed odori che solo una vecchia foresta può avere.
Ci siamo accampati ed abbiamo dormito, parlato, mangiato e cantato insieme mentre topolini e volpi grigie ci guardavano curiose.
Sapete che Pipino è un grande bardo che ha composto una canzone struggente con l'aiuto di Frodo?
Sapete che Gandalf ha una resistenza al freddo pazzesca ed inversamente proporzionale alla sua fatica nel fare le salite?
Sapete che Aragorn ha chiesto a Mithrandir di raccontare la storia di Feanor e questo ha fatto nascere un video da oltre sei minuti che speriamo di pubblicare presto?
Ora lo sapete ma dovete anche sapere che sono solo alcune delle nostre follie.
Ed il viaggio non era nemmeno a meta.

Simone Edelman

PUNTATA 5: fino a Palena sotto la pioggia!

Viaggio giorno 02

Il secondo giorno di viaggio è stato molto più gotico piuttosto che Fantasy: una pioggerellina leggera sotto un cielo color nebbia e la foschia ovunque, acquazzoni forti ad intermittenza e l'intera giornata passata tra boschi, monti e valli.

Credo di essermi meritato un attestato in atmosfere gotiche tale che mi posso riciclare come scrittore di testi per i Theatre of Tragedies (e se avete pensato ai Nightwish quando ho citato la musica gotica allora dovete rivedere la vostra conoscenza del metal).
Il lago di Casoli mi ha regalato scenari che sembravano usciti dalla Punta della Chela Spezzata di George Martin: vallate piene di nebbia che terminavano praticamente in riva al lago. Ovviamente boschi ovunque ma qui è una regola.
Il parco della Majella e la sua area di ricostruzione del neolitico era veramente bella: una capanna che migliaia di anni fa ha ospitato i nostri antenati immersa in un prato sul quale ad ogni nostro passo appariva più chiaramente da una nebbia che sarebbe stata densa persino a Silent Hill.
Aldilà dell'ovvia somiglianza con la casa di Beorn, è stato emozionante pensare che attorno ai fuochi di quelle antiche case sono state raccontate le prime leggende sugli Dei, le prime storie di elfi e gnomi, le prime ballate di eroi dei quali oggi non ricordiamo nemmeno i nomi.
Siamo arrivati poi in serata a Palena: il palazzo ducale ci ha ospitati e, per la seconda sera consecutiva, mura antiche hanno vegliato sul nostro sonno stanco (eravamo devastati … anche se non credo devastati quanto Jiro la stessa sera). I nostri ricordi erano un insieme di pizzerie con il retro che sembra Narnia e di volpi che sfrecciano lungo la strada inseguendo topi.
E l'Abruzzo, ragazzi.
Ed oggi ci immergeremo nei suoi boschi, lontano da tutto e tutti.

Simone Edelman

PUNTATA 4: quella salita per Roccascalegna!

Roccascalegna

Questo articolo esce con un po di ritardo. Ho molte scuse a mia discolpa.
Il primo giorno di viaggio ha definito nuovi standard della parola “faticoso": in passato mi è capitato di giocare due partite di rugby consecutive, ben tre ore quasi continue di placcaggi, corse e tutto il resto.
Non è stato neanche lontanamente faticoso come ieri.

Siamo partiti con un po di ritardo dalla Contea, in un crescendo di nervosismo da prestazione e di hype assurda.
Poi superate le difficoltà logistiche abbiamo fatto il primo passo: in ogni grande storia c'è un primo passo. È pericoloso, Frodo, uscire dalla propria porta: la strada che parte dalla Contea a Bucchianico è la stessa che ti può portare a dormire in un castello stregato.
I paesaggi dell'Abruzzo sono stati davvero un balsamo per ogni forma di stress e pensiero negativo: passeggiare tra sentieri coperti da un tetto di rami verdi è qualcosa che parla al cuore, è ciò che tutti i gruppi di avventurieri Fantasy hanno vissuto nei libri, nei film, nei giochi di ruolo e persino negli album metal. Ah, parlare dei Rhapsody durante una marcia Fantasy in un posto che sembra la Contea è una cosa che non ha prezzo.
La salita … quella dannata prima interminabile salita durata mezz’ora che terminava a San Martino sulla Marruccina: so che la vedrò ancora nei miei incubi, l'unico momento finora nel quale ho pensato di non farcela.
E poi, al pari della più famosa Compagnia dell'Anello, anche noi eravamo seguiti da una piccola creatura dalle strane intenzioni: Smeagol, un bastardino in molti sensi che ci ha seguiti con la fedeltà di un segugio e la voglia di sopravvivere di un lemming. Sulla strada ad alto scorrimento la cosa si era fatta davvero pericolosa finché provvidenzialmente non è passata una macchina di carabinieri forestali.
Seguono altre ore di camminata sotto il Sole: stato di coscienza alterato dalla fatica, dal calore, dai paesaggi usciti da un altro mondo e da visioni mistiche di un barile di amatriciana che ci prometteva piaceri proibiti.
Simone Edelman GandalfRocca Scalegna ci ha ricompensato di tutto: ho rinunciato a descrivere la bellezza di quel castello quindi dovete andare a vedere le nostre storie sui social per avere un'idea. Vi sorprenderà. E già che ci siete andate a recuperare anche il film “Il racconto dei racconti", tratto dalle antiche fiabe italiane di Basile e girato (anche) a Rocca Scalegna.
Dormire in un castello medievale, tra ombre e vecchie leggende, è qualcosa che non ha prezzo. Abbiamo avuto un goliardico giro di birra coi locali incredibilmente ospitali e ringrazio la nostra guida Erika per la quale ho sentimenti contrastanti (sticker incazzato di Jiro in arrivo tra 3, 2, 1 …). Poi ho deciso di dormire all'aperto nel cortile di pietra. Mi sono addormentato con la torre più alta che mi guardava e mi sono svegliato con la pioggerellina che mi bagnava il viso prima dell'alba, permettendomi di ammirare un paesaggio che sembrava uscito da Braveheart.

E questo non è che l'inizio.

Simone Edelman

PUNTATA 3: la Compagnia si mette in viaggio

La Compagnia Nicolas Gentile

Descrivere i primi due giorni di questa avventura è davvero difficile, fidatevi. Persino ora che sono sdraiato sul balcone di casa di Nicolas mi sembra di essere di corsa, in fondo la sveglia è tra cinque ore e mezza.
E se vi chiedete perché io dorma sul balcone allora non conoscete bene me ed il mio odio per il caldo.
Proverò ad andare in ordine, sperando che non si perda molto per strada.
Ho preso un treno per venire fin qui: avevo trovato un bus che costava di meno ed impiegava meno tempo ma una voce dentro di me mi ha detto che doveva essere il treno. Anche spendendo di più e mettendoci più tempo.
Ve l'ho detto che sarei stato un pessimo ingegnere, vero ?

Ecco, alla fine avevo ragione o meglio aveva ragione quella voce.
I luoghi meravigliosi che ho visto nel viaggio mi hanno toccato qualcosa dentro, di profondo, di ancestrale. E se pensate che un grande prato che ondeggia nel vento del tramonto ai piedi di una ridente collina non sia qualcosa di profondo … beh, allora non capisco cosa leggiate a fare Fantasy.

Il 25 è stato il giorno dell'arrivo, del mio ritorno alla Contea Gentile (se pensate di amare Tolkien ma di non venire alla festa di compleanno di Bilbo allora siete pazzi), della scoperta della meravigliosa ospitalità della famiglia Gentile (la cucina della loro pasticceria-bar qui a Bucchianico è da provare assolutamente) e della prima agghiacciante volta che Nicolas ci ha detto “Domani sveglia un po' dopo le 4 del mattino".
No, non ho dormito sul balcone perché volevo buttarmi di sotto dopo quella frase, anche se tutto lo lasciava supporre.

Il 26 sveglia prima dell'alba, colazione e poi di corsa a pagaiare sul fiume: per quasi noi tutti un esordio assoluto.
Nonostante un iniziale diffidenza stile Sam Gangee per le barche ammetto che è stato bellissimo: gli alberi che si gettavano con i rami o che sorgevano col tronco dal fiume erano bellissimi, l'acqua era pura e gelida, il panorama di montagne boscose e nebbiose tutto attorno a noi era beh wow. A metà tra il capitolo sul fiume Anduin ed un brano de il Vento tra i Salici (se non conoscete la storia di Rospo, Tasso e Talpa sappiate che Tolkien non sarebbe felice di voi). Simone Edelman GandalfPoi siamo saliti fino a Campo Imperatore: un'altopiano che definire bello è riduttivo, sembra davvero Rohan ma circondata da monti. Avete mai visto il luogo dove sono ambientati Lady Hawke e Krull ? Bene. Invece se la risposta è no immaginatemi alzare gli occhi al cielo. Là il vostro Gandalf ha ordinato ad un viandante di non passare, ricevendo una risposta più epica di quanto un balrog avrebbe mai potuto fare. Il video lo trovate sui social di questo progetto/avventura/missione/cosa/ma-cosi-ti-auto-escludi-Pipino.
Delle ultime ore ho vaghi ricordi: abbiamo pranzato alle 16:30 (promemoria: per me nove cucchiaini di olio al peperoncino rendono la pasta e ceci solo appena vagamente piccante), ci siamo sdraiati un po ed infine gelato come cena, canti in piazza, Jiro che cerca di mascherare il suo imbarazzo (santo Cielo, è davvero Jiro) e poi a letto.
Adesso la sveglia è tra cinque ore.

Rimanete qui: ne vedrete delle belle.

Simone Edelman

PUNTATA 2: mi presento

SimoneFuori dalla mia finestra vedo il sole del pomeriggio tingere di sfumature dorate le foglie degli alberi. Mi piace pensare che guardare fuori dalla finestra mentre si scrive e fantasticare su alberi & foglie sia qualcosa che mi accomuna a Tolkien. In ogni caso è un'attività che mi ha sempre fatto venire in mente l'Inghilterra e tutte le sue storie di folletti, boschi e celti (mi pare quasi di sentire il Professore che mi rimprovera dicendomi che l'Inghilterra ha più a che fare col mondo germanico che celtico ma il mio immaginario è fatto così).
Il mio primo incontro con Il Signore degli Anelli avvenne quando ero bambino, grazie al film d'animazione. Dire che fu Amore a prima vista sarebbe riduttivo: fu da quello che nacque quel filo conduttore Fantasy/leggendario/medievale che ha fatto da filo conduttore alla mia vita, alle mie passioni, alle mie amicizie, alle mia carriera accademica, a diverse mie storie d'amore e forse persino alle mie scelte spirituali. Beh a questo contribuirono anche la lettura de Lo Hobbit e de il Cacciatore di Draghi, i librigame di Lupo Solitario, le partite ad Hero Quest ed alla primissima edizione di Dungeons & Dragons, i volumi di miti e leggende da tutto il mondo nonché i vecchi giochi per le macchine ad 8 bit (il loro fascino ancora oggi non è stato battuto nel mio cuore: pagherei per poter rigiocare e finalmente finire Golden Axe Warrior).
Quando a 17 anni mi sono ritrovato a marciare per un bosco con indosso un fratino rosso col simbolo del grifone dorato e con in mano una picca di gommapiuma ero consapevole di due cose: che tutti i miei compagni di classe avrebbero pensato che ero un perdente e che non me ne importava assolutamente niente perché io ero troppo felice.
Il motivo? Perché stavo vivendo il sogno.
Perché, da fan sempre fedele de La Storia Infinita, sceglierò sempre Fantasia e griderò sempre il nome dell'Imperatrice Bambina, diffiderò sempre di coloro che mi dicono di tenere i piedi per terra e riderò sempre di chi crede che nella vita esista solo ciò che si può vedere, toccare, contare e catalogare (sarei stato un pessimo ingegnere, lo so ed un pochino me ne vanto anche).
Quando la casa editrice mi ha proposto di prendere parte al viaggio della Compagnia organizzato da Nicolas Gentile ero febbricitante per via della prima dose di vaccino e ci ho messo un po’ a capire che questo avrebbe cambiato la mia estate.
Avete notato che nei film/libri/fumetti d'avventura c'è sempre un'estate speciale?
È estate quando i ragazzini di Stand by Me vivono la loro storia, è estate nei ricordi di Garion prima che la Saga dei Belgariad cominci (se non sapete di cosa sto parlando andate subito a fare una ricerca su google) ed era estate quando il re dei Sette Regni chiese ad un suo vecchio amico di diventare primo cavaliere. Se poi mi metto a pensare a quanti anime che adoro siano ambienti in estate non finisco davvero più (Higurashi, Conan il ragazzo del futuro, gran parte di Evangelion, Darling in the Franxx ed Orange Road, ecc ecc).
Sto pensando che io odio il caldo e che appena il termometro supera i 30 gradi di solito vorrei scappare in Svezia, sto pensando che ho visto l'itinerario del viaggio, ho fatto il calcolo dei chilometri al giorno e una parte di me ha iniziato ad urlare in una maniera che gli In Flames spostatevi proprio, sto pensando che alla prima volta che mi lamenterò durante una diretta mi arriverà un messaggino di Jiro che mi dirà “Ma smettila".
Sto pensando che la sera prima di partire mi batterà il cuore e me ne fregherò di tutti i dubbi.
Perché anche Frodo aveva paura di lasciare Gran Burrone.
Perché non è che Garion fosse felice di lasciare la fattoria di Faldor. Perché Roland fu costretto ad abbandonare il perduto reame di Gilead con le lacrime agli occhi per cercare il Can'-Ka No Rey, il campo di rose al termine del mondo.
Perché il sogno è qualcosa che ti chiama e che ti dice che questo viaggio ti cambierà e ti permetterà di gridare al mondo che la Fantasia non è una perdita di tempo oziosa ma è uno slancio verso l'infinito che prende a pugni in faccia il nulla.
Se questo viaggio farà sentire quello slancio anche a voi allora noi avremo vinto.
Ci risentiamo prestissimo,

Simone Edelman

Majella

PUNTATA 1: l’inizio

Mercoledì 27 agosto 2021, Nicolas Gentile e altri otto avventurieri, travestiti dai personaggi de La Compagnia dell’Anello, partiranno da Bucchianico (Chieti), proprio dalla piccola Casa Hobbit che ora si erge nella Contea Gentile per giungere a piedi il 2 settembre – anniversario di Tolkien – sul monte Vesuvio per gettarvi all’interno l’Unico Anello! 

Sarà un viaggio epico, irto di veri pericoli e di grandi fatiche. Ogni giorno bisognerà percorrere a piedi almeno 30km (quindi all’incirca 6 ore di marcia giornaliere) per poter giungere in tempo sul Monte Fato italiano, si dormirà e si mangerà all’aperto sotto il sole e le stelle, sotto il cielo terso e sotto la pioggia. Se la Compagnia sarà fortunata, troverà rifugio e ristoro presso coloro che vorranno aiutarci, ma in ogni caso i 9 dovranno contare sulle sole nostre forze per arrivare a destinazione ed entrare nella leggenda.

Ecco tutto l’itinerario del Viaggio nella Terra di Mezzo: la Compagnia dormirà dapprima nel castello di Roccascalegna (Ch), poi in quello di Palena (Ch), la terza notte chiederà il permesso agli elfi di dormire ai piedi della faggeta secolare più antica d’Europa, il Bosco di Sant’Antonio a Pescocostanzo, attraverserà la Majella e l’Appennino Centrale e scenderà fino in Molise, terra mitica per antonomasia per poi proseguire nella splendida Campania, percorrere le antiche vie di Pompei e infine fare l’ultima faticosa salita verso il Monte Fato… il Vesuvio e lì gettare l’Unico Anello. Se l’impresa riuscirà, la sera del 2 settembre, anniversario tra l’altro della morte di Tolkien, si festeggerà tutti insieme al pub The Sign 2.0 di Pomigliano D’Arco. Tra i nove eroi della Compagnia c’è anche Simone Edelman che sarà l’inviato sul campo di Eterea Edizioni e scriverà il suo diario di questa avventura, ma farà anche dirette live giornaliere e gallerie di immagini. Il diario sarà poi pubblicato qui per  tenere traccia di questa epica avventura!

One Thought on Eterea verso Monte Fato

  1. Buon Viaggio Eroi.

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